Record per la 39° edizione della Lavazèloppet-trofeo Carlo Donei. Erano 390 i concorrenti schierati sulla linea di partenza dello stadio del fondo di Lavazé, fra loro anche molti stranieri. Il via è stato dato puntuale alle 9:30. Nelle prime file, assegnate ai 100 atleti più quotati. Fra loro erano molte anche le giovani promesse locali: Mauro Brigadoi, Stefano Mich, Simone Bosin del team futura, Luca Giovanelli, Emanuele Bosin e Sebastiano Goss per l’u.s. lavazè. Fra le donne un nome famoso come Valentina Shevchenko, che si confrontava con Nina Lintzen, seconda classificata fra le donne della 38° edizione e Alice Casali, classe 1994. Per la 39° edizione del trofeo il tracciato di gara è stato ridotto da 22 km a 17, per garantire agli atleti solo piste in buone condizioni di innevamento. La gara prevedeva dunque tre giri: una pista Campiol e due volte la Torbiera, più lunga e performante. Sin dai primi chilometri del primo giro i continui scatti dei tre portacolori delle Team Futura Mauro Brigadoi, Simone Bosin e Francesco Fuccaro hanno frazionato il gruppo dei migliori e solamente Simone Paredi del Centro Sportivo Esercito e il russo Valentin Devjatiarov riuscivano a rimanere sulle loro code. Di seguito si formava un secondo gruppetto di inseguitori composto da Andrea Silverio, team futura e Luca Giovanelli e Diego Demattio, portacolori della stella alpina di Carano e il russo Valery Smutin. All’inizio del terzo e ultimo giro Mauro Brigadoi ha preso l’iniziativa staccandosi dagli avversari e raccimolando quel vantaggio che avrebbe saputo mantenere fino all’arrivo, conquistando il primo posto con un tempo di 42’08’’. Un brillante Francesco Fuccaro si è imposto in volata su Simone Bosin, che si classifica terzo con 42’44’’. In campo Femminile ottima prestazione per Valentina Sevkcencko, quarantunenne ucraina portacolori del Team Futura che con il ventiquattresimo tempo assoluto ha avuto la meglio sulla svedese Lintzen Nina, che conferma così il secondo posto dello scorso anno. Al terzo posto Gustavson Maria rappresentante del numerosissimo team Svezia , con un tempo di 57’23’’ e un distacco di otto minuti dalla prima. Grande soddisfazione per tutto lo staff della unione sportiva Lavazè, che ha lavorato sodo per assicurare la buona riuscita della manifestazione ed è stata premiata dai tanti complimenti ricevuti dagli atleti, sia per l’organizzazione che per le condizioni della pista. Una trentanovesima edizione da ricordare, nonostante la nebbia mattutina e le bizze di un inverno che fino ad ora si è dimostrato particolarmente avaro di precipitazioni.