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Incredibile chiusura per il salto con gli sci ai Campionati del Mondo di Fiemme 2013. Ad una gara di livello elevatissimo con molti colpi di scena, si aggiunge una vera e propria magia da antologia dello sport da parte di Manuel Fettner, saltatore austriaco che ha perso uno sci in atterraggio sul secondo salto, ma è rimasto incredibilmente in equilibrio sul piede sinistro senza incorrere in penalizzazioni. Una situazione non eccezionale, ma di più. Non finiscono le sorprese con la Norvegia che credeva di essere d'argento, ma un calcolo errato del punteggio è stato scoperto e alla fine è stata la Polonia a beneficiare, che non sarebbe neanche il termine giusto in quanto ha ottenuto un risultato complessivo sul campo migliore. Quindi l'Austria ha finalmente portato a casa il primo oro di questo mondiale all'ultima occasione possibile, non avendo chance nella 50km di domani. Wolfgang Loitzl è stato il dominatore del primo gruppo di salti in entrambe le serie ed è stato determinante per il successo, anche se la vera star è stato l'anello debole della catena Fettner con l'acrobazia della quale si è accennato. Molto bene anche Thomas Morgenstern, mentre Gregor Schlierenzauer ha dovuto rimanere sulla difensiva nel quarto gruppo, ma ha gestito la pressione nell'ultimo salto. Prima della scoperta dell'errore, con l'oro già andato in archivio al penultimo turno, la Norvegia ha dovuto tirare fuori il meglio in dirittura d'arrivo con Anders Jacobsen, ma il vero faro è stato Anders Bardal, miglior saltatore del terzo turno. Bene anche Andreas Stjernen, deludente Tom Hilde che a conti fatti è stato determinante nella perdita della medaglia. Tira un sospiro di sollievo la Germania, che salva per otto decimi di punto la medaglia di bronzo sulla Polonia, ma poi il risultato diventa d'argento. I polacchi, trascinati da un ancora dominante Kamil Stoch, migliore per distacco in termini di punteggio di tutti i turni, si difendono egregiamente con le buone prestazioni di Maciej Kot, Piotr Zyla e Dawid Kubacki. Quinto posto per il Giappone, tirato fuori dalla contesa dal secondo salto di Reruhi Shimizu. Noriaki Kasai a quarant'anni passati tira fuori un secondo salto “top class”, ma le punte Daiki Ito e Taku Takeuchi sono troppo discontinui. Sesta la Slovenia che con le condizioni di vento da dietro non è riuscita ad entrare nella lotta per il podio. Non è bastato Peter Prevc a compensare le carenze dei forti compagni di squadra, che in queste condizioni non hanno trovato il modo di adattarsi. Settima la Repubblica Ceca che è stata tenuta fra le otto finalista dal leader Jan Matura, che non ha però ripetuto la prestazione della gara individuale. L'Italia è entrata nel turno di finale per un decimo di punto sulla Russia, nonostante le difficoltà di Davide Bresadola. Gli altri tre azzurri si sono difesi egregiamente, tirando fuori buone misure, ma i buoni salti sopra i 120 metri di Roberto Dellasega, Andrea Morassi e Sebastian Colloredo devono spronare l'ambiente a fare ancora meglio perché con il tempo e tanto lavoro anche gli azzurri potrebbero affacciarsi con regolarità nelle prime 10-15 posizioni. |