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Bolshunov fa paura. Klæbo: "E' di gran lunga il migliore. Proverò a batterlo perché in futuro..."

20 Marzo 2019
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Quattordici punti. E' questa l'inezia che separa Johannes Høsflot Klæbo e Alexander Bolshunov alla vigilia del trittico delle Finali di Coppa del Mondo di Quebec City.

Un margine che non sembra mettere al sicuro le ambizioni del norvegese di portare a casa il secondo coppone consecutivo. La sprint è sicuramente dalla sua parte, ma le due 15km, mass start in classico e gundersen in skating in aggiunta al premio finale di 200 punti sembrano l'ideale terreno di caccia del giovane fenomeno russo.

La Russia non ha mai vinto la Coppa del Mondo maschile. Nell'ultima decade ci sono andati non troppo lontani Alexander Legkov e Sergey Ustiugov, ma Bolshunov sembra ancora più forte e completo dei suoi connazionali e viene da un periodo di forma straordinario cominciato con la vittoria nella 15 classica di Cogne e proseguito con le quattro medaglie d'argento di Seefeld 2019, il significativo successo nella 50 di Oslo, fino all'ennesima conferma nella 15 skating di Falun.

In realtà un russo è riuscito a vincere il trofeo in passato. Si tratta di Alexander Savjalov,  che fu vincitore della sfera di cristallo nel 1981 e 1983, battendo il vessillo dell'Unione Sovietica.

Martin Johnsrud Sundby ha esaltato le prestazione del giovane russo che lo ha preceduto nell'ultima gara di Coppa del Mondo: "Da come scia, ogni tanto ci dimentichiamo che ha solo 22 anni. E' talmente forte da sembrare un atleta di quasi 30 anni. La prestazione di Falun è stata enorme."

Pure Didrik Tønseth, uno dei distance di punta della squadra norvegese, ha parole al miele per il 22enne russo: "E' incredibile come padroneggi ogni distanza e tipologia di gara, dalle sprint alle 50km."

Il commentatore Fredrik Aukland: "I nostri ragazzi hanno interesse ad allenarsi ancora più duramente perché di questo ragazzo abbiamo visto solo l'inizio. Bolshunov è il futuro e potrebbe dominare negli anni a venire."

Si scompone anche Klæbo: "E' di gran lunga il migliore fondista e sta crescendo anche nelle sprint. Vincere la classifica generale nei prossimi anni sarà molto complicato, quindi devo riuscirci quest'anno e conservare il pettorale giallo."

Il norvegese, a sua volta fenomenale ma con caratteristiche diverse, è stato sicuramente aiutato dal calendario ricco di gare sprint (ben 12!) in questa stagione. La sua vittoria al Tour de Ski è stata determinante e se riuscisse a ritrovare lo smalto di inizio gennaio nelle gare lunghe, potrebbe ancora salvare la coppa, magari aiutato nella strategia dai suoi connazionali.

Dal canto suo, Bolshunov assicura che non c'è nessun segreto e ha invitato i norvegesi ad allenarsi con lui: "Lavoro molto duramente durante tutta la mia preparazione e chiunque può venire a vedere come mi alleno."

Bolshunov, nato in un piccolo villaggio nella regione di Brjansk, a soli cinque chilometri dal confine con l'Ucraina, ha iniziato lo sci di fondo sulle orme del padre.

Ha imparato l'arte della tecnica classica giovanissimo, sciando lungo un sentiero nella foresta. Oggi è diventato una star nel suo Paese e la sua vita ruota completamente attorno allo sci di fondo. In questo lo aiuta il suo rapporto affettivo con Anna Zherebyateva, una delle talentuose giovani russe della squadra nazionale.