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Le dichiarazioni degli azzurri dopo la sprint mondiale

21 Febbraio 2019
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Le dichiarazioni di Federico Pellegrino dopo l'argento mondiale nella sprint in tecnica libera di Seefeld

"Oggi devo cedere lo scettro della sprint - spiega l'azzurro che a Lahti due anni fa si era laureato campione del mondo nella specialità -. Non che ci fossero troppi dubbi sulla carta, ma io ho cercato di correre al meglio e il meglio oggi significa medaglia d'argento. Direi che un altro argento mondiale può essere anche una grande dossisfazione". 
 

"Potevo dire la mia ed è stato così. È stata una bellissima sfida, molto interessante l'avvicinamento a questa gara, che è stato differente per i due protagonisti. Pensavo che qualcun altro avrebbe potuto impensierirci, lo ha fatto Ustiugov in semifinale e ho fatto bene a stare alla larga visto che ha rischiato di far perdere la gara a Klaebo". 

"In finale ho attaccato dove potevo, per me sarebbe stato impensabile sorpassare Klaebo nello sprint finale. Ho visto che in semifinale non mi aveva recuperato trpppo, così ci ho provato e almeno mi sono garantito l'argento. Ambire a una medaglia qui non ere facile.  La dedica? Sarò scontato, ma è per la mia Greta (Laurent. n.d.r.)".

"Ho impostato la tattica migliore cercando di affidarmi anche all'istinto in finale, quando le cose si mettono così tanto sul tattico, deve saltare un numero da qualche parte. Nella salita finale ho preso la prima posizione ed era quello che voleva fare. Come purtroppo è successo in questi anni Klaebo si è dimostrato più forte, io il mio Mondiale l'ho vinto due anni fa, tra due anni ce ne sarà un altro". 

"Mi sono proposto obiettivi sempre più ambiziosi anno dopo anno, ho toccato l'apice con l'argento olimpico, da quel momento in poi l'obiettivo è il mantenimento. Ho corso tanto per tre quattro anni cercando di spremermi fino all'osso provando a portare a casa il risultato massimo. Ma continuando in quel modo sarebbe stata dura e allora ho trovato un modo nuovo per approcciarmi alla mia vita da sportivo, con tanta serenità e tranquillità, e fiducia nei miei mezzi. Questo stato d'animo lo devo anche a chi mi sta intorno, partendo da Greta, passando dalla mia famiglia e finendo con la squadra. Questi risultati sono il modo migliore per ripagare tutti. I tifosi? Sabato scorso a Cogne ho ricevuto tanta energia, oggi lo si è visto in gara. Da parte loro c'è sempre tanta spinta, cerco di farli gioire sugli spalti. Il sorriso porta i risultati o i risultati portano il sorriso? La prima, non ci sono dubbi".

Francesco De Fabiani: "La mia semifinale poteva essere una finale, erano tutti forti. Io ci ho provato, sono contento della gara di oggi, del resto non perché ho fatto un podio in una sprint a Cogne sono diventato uno sprinter, arrivare ottavo è comunque un ottimo risultato. Arrivare in finale era meglio, per poco non ce l'ho fatta. Purtroppo Ustiugov e Klaebo non mi hanno aiutato, mi hanno rallentato mentre gli altri passavano all'esterno, non so dire di chi fosse la colpa, purtroppo non ci voleva, ma ho fatto comunque una bella volata, ho recuperato due posizioni e se l'altra semifinale fosse stata lenta avrei avuto qualche possibilità di passare, ma la nostra era stata una semifinale tattica. In realtà sono contento comunque. A ripensarci, sarebbe stato meglio arrivare secondi nella mia batteria ai quarti e fare la seconda semifinale, ma in gara è difficile scegliere sul momento. La mia crescita dopo l'Olimpiade? Il cambiamento di staff è stato importante anche se avevo ottenuto buoni risultati anche prima, e poi fare quei risultati al Tour de Ski mi è servito, mi ha dato tranquillità. Peccato, oggi era una bella occasione, magari sarei arrivato ultimo in finale, ma sarebbe stato bello giocarsela. Sia io che Federico siamo in una buona condizione".

Stefan Zelger: "C'è stato un buco davanti a me e in discesa non sono riuscito a tornare sotto. Alla fine avevo le gambe belle cotte sull'ultima salita. Mi manca purtroppo l'ultimo cambio di ritmo che mi impedisce di passare il turno. Qualificarsi è stato comunque importantissimo, perché nelle batterie si alza il livello. Al primo Mondiale va già bene essere nei trenta, è il mio esordio ed è stata una bellissima esperienza con tanti italiani che hanno fatto il tifo per noi" .

Claudio Muller: "Sono partito deciso nelle qualificazioni, ho dato tutto, ma è stata dura. Nel finale ho patito un po', le gambe erano cotte, ma sono contento di aver dato tutto quello che avevo. Peccato per la mancata qualificazione".

Davide Graz: "Stavo bene, ho cercato di fare la gara migliore che potessi, nel finale mi sono mancate le gambe. Ovvio che chiudendo 32esimo resta un po' di rammarico. A Cogne ho chiuso 31esimo, ho un credito con le sprint, la prossima volta andrà meglio. Debutto mondiale a 18 anni? Il clima qui è fantastico, ho vissuto emozioni incredibili, speravo di qualificarmi, ma tutti corrono per vincere. Avrò tempo in carriera per rifarmi".

Elisa Brocard: "Avevo dei grandissimi sci già dai quarti di finale. Ho preferito andare in una batteria con atlete molto forti perché speravo di superare il turno da lucky loser e così è stato. Per me era la prima semifinale in una sprint, era già tanto qualificarmi, non me lo sarei mai aspettata. Peccato potevo approfittare della caduta della norvegese, ma sul rettilineo d'arrivo ero davvero sule gambe. Ma sono nelle dieci, non avrei mai pensato a un risultato del genere in una sprint, se me l'avessero detto il giorno prima non ci avrei mai credit. Sono contentissima e ringrazio tutto lo staff italiano. Spero che la mia condizione migliori ancora per le distance, a Cogne la settimana scorsa mi sono difesa, ma questo risultato mi fa avere un morale altissimo per le prossime gare".

Greta Laurent: "All'inizio il ritmo non era altissimo, da quando abbiamo preso il controrettilineo abbiamo cominciato a tirare, ho provato a scollinare attaccando sull'ultima curva, ma sul rettilineo finale mi sono mancate le gambe. Ho preso qualche metro sull'ultimo scollinamento e avevo le gambe completamente in acido. Sono dovuta uscire presto per recuperare posizioni, un po' ci sono riuscita, ma alla fine le due davanti erano troppo in là e il tempo era alto, quindi sapevo che non sarei rientrata tra le lucky loser".

Lucia Scardoni: "Non è che sono tanto soddisfatta, anche vedendo quello che avevo fatto la settimana scorsa, ma si sa che a un Mondiale cercano di vincere tutte la medaglia ed è anche più difficile. Ho fatto abbastanza fatica soprattutto di gambe, più di cosi non riuscivo a fare, adesso mi concentrerò sulle prossime gare e cercherò di andare a tutta. Speravo meglio, ma vengo da due weekend di gare, magari ho sentito un po' di più la stanchezza".

Ilaria Debertolis: "Sono arrabbiata perché sono caduta quando avevo i tempi della Brocard, ho picchiato anche la faccia sulla neve"

Fonte: FISI