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Skitime intervista Stefano Gardener: "Devo trovare la mia dimensione in Coppa del Mondo"

13 Dicembre 2018
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Author :  
Flavio Becchis

Il fiemmese Stefano Gardener è tornato a gareggiare a quasi un anno di distanza dall'ultima esperienza in Coppa del Mondo a Beitostølen, dopo aver meritatamente ottenuto la convocazione a suon di vittorie in Coppa Italia, tre nelle ultime quattro gare disputate. I ritmi della Coppa del Mondo sono però sempre un'incognita da interpretare per un atleta che sale da categorie inferiori. Dalla Norvegia è ritornato con un 43° nella 30km skating. A Davos punta a crescere di colpi nella 15km, sempre a passo di pattinaggio. Skitime ha raggiunto telefonicamente il carabiniere 28enne per fare il punto in vista della prima tappa alpina.

Ciao Stefano, com'è andata in Norvegia?

Sono partito per la trasferta con tranquillità, conscio di aver fatto bene nei primi appuntamenti stagionali. Non avevo ambizioni particolari, se non quello di prendere confidenza con i ritmi di Coppa del Mondo. Le prime gare stagionali sono andate bene e puntavo ad esprimere il mio potenziale, cercando uno standard in questo contesto. Sono rimasto soddisfatto dai buoni tempi fatti segnare fino a metà gara, dove ero vicino alla zona punti, e dall'aver tenuto per un giro i ritmi del campione olimpico Simen Hegstad Krüger. Non mi era mai capitato prima di rimanere vicino ai primi 30 in Coppa del Mondo. Un passo alla volta.

Non era il tuo esordio assoluto in Coppa del Mondo, quello fu a Dobbiaco nel 2014. Hai fatto qualche apparizione anche successivamente sempre in Alto Adige e un paio di trasferte fra Rybinsk e la stessa Davos, dove sarai impegnato nell'imminente fine settimana. Ti senti cresciuto come atleta in questi anni?

Sono invecchiato! Mi trovo in una situazione che mi dà maggiore tranquillità e voglio competere a questi livelli. Devo ringraziare il mio attuale allenatore Tullio Grandelis e Freddy Stauder, che mi ha seguito in precedenza. Il CS Carabinieri ha fatto un buon lavoro per preparare all'alto livello me e i miei compagni Mirco Bertolina, Paolo Fanton e Claudio Muller. Stiamo tutti facendo esperienza. Come dicevo, passo dopo passo.

A Davos ti aspetta ancora lo skating, questa volta sulla distanza di 15km. Che differenza c'è rispetto alla doppia?

In Coppa del Mondo non c'è grande differenza. Si parte sempre veloce. nella 15 il ritmo è leggermente più elevato della 30, ma con il cronometro che scorre, c'è poco da pensare a eventuali tattiche da tenere. E' semplicissimo: per fare risultato, bisogna partire a tutta e arrivare a tutta.

Skating o classico?

Mi piacciono entrambe le tecniche, indifferentemente. Mi esprimo però meglio sulle distance medio-lunghe, rispetto alle sprint, dove non ho caratteristiche adatte.

Ci sarà un bello sbalzo di quota fra la Norvegia e i 1600 metri di Davos...

Non sento particolarmente la differenza. Piuttosto sono le piste a mettermi alla prova. In Coppa del Mondo sono tutte impegnative.

Natale è vicino. C'è un regalo che vorresti portarti via dall'Engadina?

Semplicemente, ottenere il meglio possibile da me stesso e vedere a frutto il lavoro fatto. Il risultato verrà di conseguenza.

In bocca al lupo Stefano!

Crepi. Buon lavoro.