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Fondo: Un pensiero a Per Elofsson

23 Ottobre 2018
(2 Voti)
Author :  
Hanna Skoog

Avevo quindici anni quando Per Elofsson mise il sigillo finale sulla sua scintillante carriera ed ebbi il privilegio di respirare quella volata in Val di Fiemme, valida per il primo titolo mondiale nella storia dello skiathlon, a pochi metri di distanza.

Una rapida ascesa fu la sua: in uno sci di fondo svedese che faticava a riprendersi la gloria passata, spettatore dei duelli fra Italia e Norvegia, il ventunenne proveniente dalla città delle betulle Umeå infiammò il suo Paese, sorprendendo all'esordio stagionale di Muonio (Finlandia) in una 10km a tecnica libera sul finire del '98. Lo sconfitto quel giorno aveva il nome della leggenda Bjørn Dæhlie.

La rapidità della sua ascesa corrispose ad un'intensità di successi che in meno di cinque anni lo fece entrare nella storia dello sci di fondo: 2 Coppe del Mondo nel 2001 e 2002, 11 vittorie individuali (23 podi complessivi), 3 titoli mondiali individuali con argento 2001 e bronzo 2003 iridato in staffetta e un amarissimo bronzo olimpico in ritardo per colpa del dopatissimo Johann Muhlegg.

In meno di cinque anni vinse tutto il vincibile meno che l'oro olimpico, quella piccola grande sfumatura che da atleta memorabile ti porta all'ascensione nel pantheon del tuo sport.

Oggi Elofsson combatte una battaglia molto più difficile di tutte quelle vinte o perse sugli sci. Recentemente colpito da ictus e diventato padre per la terza volta, l'oggi quarantunenne business developer e commentatore sportivo dovrà lottare per tornare ad una vita normale. Mi piace pensare che ci riuscirà come riuscì a sorprendere tutti con quella volata a Lago di Tesero in una assolata domenica del febbraio 2003, ultimo trionfo prima di un precoce ritiro dalle piste. In bocca al lupo Per!